Opere dell’Espressionismo astratto e dell’Action Painting

Mural (Jackson Pollock)
Artista: Jackson Pollock Dimensioni: 247x605cm
Data di realizzazione: 1943 Dove si trova: Iowa City, University of Iowa Museum of Art

Nel dipinto Mural di Jackson Pollock, che rientra in entrambi i movimenti artistici, compaiono una serie di segni che si intrecciano. Quelli di colore nero sono più spessi, ad andamento curvilineo e orientati in verticale. Altri segni di forma circolare avvolgono le tracce nere. Il fondo è rappresentato dal bianco che separa ed evidenzia le tracce colorate. La superficie è omogeneamente coperta dall’intervento dell’artista. Tra i segni si individuano lettere e facce di animali fortemente stilizzate. Jackson Pollock descrisse il suo dipinto intitolato Mural come un fuga precipitosa di animali delle pianure del West America. Il dipinto, quindi, si ispira alle manifestazioni artistiche dei nativi americani e ai murales messicani. Infatti, i segni sono manifestazioni spontanee che suggeriscono movimento distribuito sull’intera superficie. Il dipinto Mural fu realizzato con uso di colore ad olio a pennello. Sono presenti anche interventi a spruzzo. Esso presenta segni di diversi colori, blu ceruleo, giallo cadmio, verde e blu. I segni colorati sono separati da vernice chiara. I contrasti tra i segni sono importanti e isolano gli interventi creando una superficie mossa e caotica. La superficie della grande tela è coperta uniformemente dai segni tracciati da Pollock. Si tratta di un dipinto rettangolare molto sviluppato in orizzontale. L’inquadratura, infatti, permette lo sviluppo della composizione che diventa, quasi un fregio astratto. I segni neri verticali si ripetono ritmicamente sulla tela e rappresentano la struttura portante dell’opera.

Attic (Willem de Kooning)
Autore: Willem de Kooning Dimensioni: 157,2×205,7cm
Data di realizzazione: 1949 Dove si trova: The Muriel Kallis Steinberg Newman Collection

In “ Attic ” di Willem de Kooning, anch’esso rientrante in entrambi i movimenti artistici, rimangono solo minuscole tracce di colore tra le forme bianche e nere che si scontrano. La composizione dinamica deriva in parte dall’uso innovativo che l’artista fa della figura. Qui ha cancellato, ridipinto e ricombinato elementi figurativi. Dapprima de Kooning pensò di chiamare questo quadro “Interno”. Poiché il nome non piaceva alla moglie, decise di chiamarlo “Attic”, soffitta, “perché ci si mette dentro di tutto”. Durante l’esecuzione del dipinto, de Kooning coprì la tela con fogli di giornale per impedire alla pittura di seccare, permettendo che parole e immagini della carta si trasferissero sulla superficie della tela.