Opere del Romanticismo

Viandante sul mare di nebbia (Caspar David Friedrich)
Autore: Caspar David Friedrich
Data di realizzazione: 1818
Dimensioni: 98,4 x 74,8 cm
Dove si trova. Hamburger Kunsthalle, Amburgo

In “Viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich  si può osservare un uomo che da solo guarda, dalla cima di un monte, un panorama vasto e frastagliato. Esso è in parte offuscato dalla nebbia e dalle nuvole. Il paesaggio assume contorni sfumati, appare come se fosse in movimento. Le nuvole ricordano le onde del mare. La scena definisce il contrasto dell’imponenza della natura rispetto alla finitudine dell’essere umano. L’uomo è di spalle ed è posto di fronte alla scena. Lo spettatore è invitato a partecipare alla visione come se dovesse immedesimarsi con quel personaggio e a vivere assieme a lui questa esperienza. Il tema che evoca questo dipinto è l’infinito passare del tempo. il quadro esprime anche un senso di solitudine e di consapevolezza, dell’importanza dell’individuo e l’ammirazione estatica per la bellezza della natura.

Il bacio (Francesco Hayez)
Autore: Francesco Hayez
Data di realizzazione: 1859
Dimensioni: 112 x 88 cm
Dove si trova: Pinacoteca di Brera, Milano

Il bacio” di Francesco Hayez. La scena si svolge all’interno di un androne di un grande castello medievale, dove spiccano tre gradini di grandi dimensioni sulla destra della tela. I protagonisti sono due giovani amanti. Gran parte dello sfondo è occupato da un muro in mattoni che si alterna con una parete più liscia, e spostando lo sguardo più a sinistra, troviamo un piccolo arco gotico, sorretto da una colonna sottile. Il bacio che si scambiano i due protagonisti è al centro della scena, ed attira completamente l’attenzione dello spettatore: l’uomo, trattiene, e contemporaneamente avvicina con le sue mani, il volto della donna al suo, e dall’altra parte, la donna, si lascia coinvolgere dalla passione dell’uomo stringendosi a quest’ultimo, tenendolo per la spalla. L’uomo poggia un piede sul grande scalino sulla destra, facendo in modo di sollevare la propria mantella e lasciando intravedere l’elsa di un pugnale. La presenza di quest’arma, vista insieme alla presenza di un terzo individuo nella composizione (l’ombra che si vede nella parte bassa dell’arco sulla sinistra della tela), potrebbe indicare che quest’ultimo possa essere un nemico del protagonista, o, più semplicemente, una domestica che assisteva segretamente alla scena. Secondo altri studi, la presenza del pugnale, potrebbe alludere, alla volontà di ribellarsi contro gli Asburgo, invasori dell’Italia. La posizione dell’uomo protagonista , i cui vestiti ricordano quelli di un combattente volontario, lascia presupporre che sia in procinto di andare via e di abbandonare la sua amata, mentre la donna, cerca di trattenerlo come meglio può, con un abbraccio, consapevole che egli potrebbe andare incontro alla morte. Le tonalità utilizzate sono calde e ben disposte su tutta la tela in modo tale che l’abbigliamento dei due amanti risalti rispetto a tutto il resto della composizione, dipinta con tonalità neutre ed illuminata da una sorgente di luce esterna alla scena. Allegoricamente, questo lavoro di Hayez, simboleggia l’amore per la patria durante il Risorgimento e la voglia di riscattare l’orgoglio dell’Italia.

Nelle quattro versioni del bacio di Hayez, i colori variano, e, probabilmente, alludono alla continua mutazione della situazione politica che vedeva protagonista l’Italia:

Il Bacio 3 versioni
  • In una versione, la più celebre, la donna ha un vestito azzurro e l’uomo ha una calzamaglia di colore rosso acceso; i due colori, ricordano il tricolore della Francia, nazione che, dopo gli accordi di Plombières del 1858, divenne alleata dell’Italia.
  • Nella versione del 1861, anno in cui nacque il Regno d’Italia, la donna ha un vestito color bianco, rappresentando un omaggio all’unità di Italia, desiderata da molti anni.
  • In un’altra versione, oltre al vestito bianco della protagonista, l’uomo presenta un manto color verde; unendo i colori alla precedente calzamaglia rossa del protagonista, si ottiene il tricolore italiano.
La libertà che guida il popolo (Eugène Delacroix)
Autore: Eugène Delacroix
Data di realizzazione: 1830 Dimensioni: 260 x 325 cm
Dove si trova: Musée du Louvre, Parigi

La libertà, per i cittadini, divenne un vero e proprio privilegio. Rifiutandosi di accettare questa tristissima condizione, dal 27 Luglio al 29 Luglio del 1830, il popolo si riversò nelle strade di Parigi, chiedendo a gran voce migliori condizioni di vita per tutto il popolo. “La Libertà che guida il popolo” di Eugène Delacroix rappresenta in modo perfetto e realistico, la forza rivoluzionaria dei cittadini. La donna che si pone come protagonista della scena, è Marianne. Lei è la personificazione della Francia, ed, in questo caso, rappresenta anche la Libertà. In una mano stringe la bandiera francese, mentre nell’altra, una baionetta, suggerendo la sua attiva partecipazione nel conflitto. I suoi piedi sono nudi mentre attraversa il campo di battaglia, ha il seno scoperto e sulla testa porta un berretto frigio, simbolo della repubblica tanto desiderata dai rivoluzionari nel 1789. Marianne volge lo sguardo verso gli altri cittadini, incoraggiandoli a combattere: tra i combattenti, ci sono persone di tutte le età; sulla destra della donna, c’è un giovane ragazzo con la pistola, il quale rappresenta la forza ed il coraggio dei giovani, nella lotta contro il potere spregiudicato della monarchia. Alla sinistra si trova un uomo che salta subito all’occhio per via del cilindro sulla testa: si tratta di un intellettuale, il quale, è pronto a difendere la libertà dei cittadini a qualunque costo; in passato, si è ritenuto che questo intellettuale non fosse altro che un autoritratto dello stesso Delacroix, ma, studi successivi, hanno ipotizzato che potesse trattarsi del suo amico, Félix Guillemardet. Ai piedi della Libertà, si trova un ragazzo inginocchiato con una camicia blu, il quale, guarda la donna, riversando tutte le sue speranze in quest’ultima, ritenendo che potesse essere l’unica ad avere la forza necessaria per cambiare la società. Nell’opera sono presenti combattenti e vittime. In primo piano ci sono svariati cadaveri. Un povero rivoluzionario, privo di alcuni dei suoi vestiti, giace a terra senza vita, accanto a lui ci sono i corpi di una guardia svizzera ed un corazziere, morti durante il conflitto con gli insorti. Il gruppo di protagonisti è circondato da una coltre di fumo dovuta ai conflitti, ma in fondo a destra, si scorge la cattedrale di Notre-Dame. Questo è un elemento fondamentale nella lettura dell’opera, poiché, ci permette di collocare con precisione, il combattimento, nella città di Parigi. Nell’elaborazione di questo capolavoro, l’artista prese ispirazione dalla celebre Venere di Milo per realizzare il corpo di Marianne. La composizione dell’opera è piramide (tratto dal quadro “La zattera della Medusa” di Théodore Géricault) per evidenziare il tema centrale: la libertà. Le tonalità utilizzate in questo lavoro sono molto scure, eccetto che per la luce che accompagna i movimenti della Libertà. Il rosso, il blu ed il bianco, oltre ad essere presenti nel tricolore francese, sono dei colori ricorrenti in innumerevoli particolari della composizione.

La zattera della medusa (Théodore Géricault)
Autore: Théodore Géricault
Data di realizzazione: 1818-1819 Dimensioni: 419 x 716 cm
Dove si trova: Musée du Louvre, Parigi

La zattera della Medusa” di Théodore Géricault. Nel 1818 incontra un paio dei naufraghi sopravvissuti dai quali si fa raccontare la loro esperienza, il loro stato d’animo, la paura e le soluzioni che hanno dovuto adottare per resistere fino all’arrivo della nave Argus. Per rappresentare al meglio la nave e i suoi dettagli, l’artista chiese aiuto al falegname che costruì la fregata Medusa e creò un modellino dell’imbarcazione rifinito nei minimi dettagli. Per conoscere alla perfezione la storia della zattera Medusa decise di ripercorrere la stessa rotta della nave. Durante il viaggio ha la possibilità di scoprire da vicino la forza delle onde che hanno circondato i naufraghi ed il luogo dell’incidente. Per poter dipingere dettagliatamente i cadaveri di coloro che sono morti durante il naufragio, Gericault visita l’obitorio dell’ospedale Beaujon di Parigi per studiarne i muscoli ed i particolari anatomici. Il pittore sceglie di basare il suo quadro sul salvataggio dei naufraghi. Le raffigurazioni della maggior parte dei protagonisti non sono fedeli alla realta, questo perchè molti dei naufraghi sono morti prima di poter essere salvati e sono davvero pochi quelli che sono tornati sani e salvi in Francia. Per realizzare le facce degli uomini ritratti si è ispirato a persone realmente esistenti, come ad esempio il suo l’assistente (Louis-Alexis Jamar) e riutilizza i lineamenti fisici anche per un altro paio di naufraghi. Ci sono un altro paio di differenze:

  • Il numero di passeggeri sulla zattera nel quadro è più alto rispetto a quanti erano in realtà al momento del ritrovamento
  • Il giorno del salvataggio dei superstiti il cielo era soleggiato e non c’era una tempesta in arrivo come si vede nella tela.

491 cm x 716 cm è la dimensione del dipinto, c’è un motivo per cui il quadro è così grande, Gericault ha potuto dipingere le figure grandi esattamente come sono nella realtà. Inoltre le dimensioni dei personaggi in primo piano sono circa il doppio rispetto alle altre presenti nella composizione per accentuare la spinta verso l’esterno e verso di noi, coinvolgendoci direttamente nella scena. Sulla zattera troviamo un gruppo di sopravvissuti ed un sacco di cadaveri che riempiono tutto lo spazio. Il vecchio in primo piano sulla sinistra ha quest’espressione scioccata perché non riesce ancora a capacitarsi della morte del figlio che cerca di trattenere a sé con le mani, evitando che il mare lo porti via. A destra vediamo un uomo seduto sulla botte con in mano un fazzoletto, è Jean Charles, un africano che sta cercando di segnalare presenza della zattera alla nave Argus che sta in lontananza.

la zattera della medusa piramidi

Nel quadro è possibile tracciare due grandi piramidi formate dai protagonisti dell’opera. La prima si trova a sinistra, la cui base corrisponde alla parte inferiore della zattera mentre la punta dall’albero maestro. La base della seconda, invece, è formata dai cadaveri in basso, mentre la punta è rappresentata da Jean Charles. Nell’opera di sono anche due diagonali. Una segue la stessa direzione dell’albero maestro e dei tiranti e l’altra è costituita dai naufraghi della nave e che si conclude con Jean Charles. È una tela con soggetto drammatico, quindi i colori per sono freddi. I più utilizzati sono: vermiglione, bianco, giallo, ocra, terra di Siena, blu di Prussia, carminio, pesca-arancio, terra di Cassel e bitume. Le onde marittime, invece di essere blu scure, sono realizzate con un verde intenso poco chiaro; in questo modo è più evidente il contrasto tra mare ed imbarcazione.

la zattera della medusa particolare nave

All’orizzonte si nota la piccola nave Argus che da lì a poco salverà i superstiti. Il cielo alle sue spalle è sereno per simboleggiare la speranza di salvezza.

Caronte Giudizio Universale

L’artista si è ispirato al Giudizio Universale di Michelangelo in particolare a Caronte impegnato a traghettare le anime con la propria barca.

San Matteo Caravaggio

Per realizzare i contrasti e la luminosità si ispira alla Vocazione di san Matteo di Caravaggio. Colori scuri ed oscurità dominano entrambe le tele e la luce si concentra soltanto nella zona d’azione.