Opere del post-impressionismo

La magia della Notte stellata (Vincent Van Gogh)
Autore: Vincent Van Gogh Anno di produzione: 1889 Dimensioni: 73×92 cm
Dove si trova: New York, Museum of Modern Art

La magia della Notte stellata” di Vincent Van Gogh è stato realizzato nello studio “improvvisato” che l’artista aveva avuto in concessione al pianterreno del manicomio dallo stesso staff della struttura. L’opera non è reale. Il paesaggio notturno è stato identificato con uno scorcio che doveva vedersi dall’interno della sua camera d’ospedale rivolta verso est. Vincent avrebbe disegnato e colorato questa visione circa 21 volte, includendo anche la notte stellata che è diventata famosissima. Con questo cielo stellato Van Gogh dà vita ad una visione completamente nuova della notte. La luna è stilizzata e diversa da come appare in realtà, lasciando intuire che l’artista abbia introdotto delle pesanti modifiche alla scena. Dalla piccola stanza da cui si affacciava Vincent, era quasi impossibile che potesse vedere il piccolo villaggio che ha rappresentato in basso a destra. Molto probabilmente, per disegnare questa zona urbana, l’artista si è ispirato ad un progetto che aveva schizzato su un foglio, sfruttando come punto d’osservazione una delle colline presente ai lati dell’ospedale psichiatrico. Secondo alcuni studiosi, questo piccolo villaggio non sarebbe stato presente nella zona della Provenza, ma con più probabilità , sarebbe una zona urbana molto simile a quelle che si vedevano in Olanda, molto simili ai paesi che Vincent aveva visto durante la sua infanzia.

La orana Maria (Paul Gauguin)
Autore: Paul Gauguin Data di realizzazione: 1891-1892 Dimensioni: 88 x 114 cm
Collocazione: New York, Metropolitan Museum of Art (The MET)


La Orana Maria”fu dipinta da Paul Gauguin appena giunto a Tahiti. Per conoscere le vere tradizioni locali l’artista si stabilì in un piccolo villaggio dove dipinse ispirato dai colori della natura rigogliosa. Una giovane donna tahitiana è in piedi sulla destra e porta sulle spalle un bambino. Intorno al capo di entrambe è posta una sottile aureola dorata. La donna sorride e guarda verso l’osservatore dell’opera. Indossa un ampio pareo decorato mentre il bambino è nudo e si abbandona poggiando il capo su quello della madre. In primo piano su di un tavolo posto oltre il bordo inferiore dell’opera è posata molta frutta esotica. In secondo piano invece due giovani sono rivolte verso la donna e pregano con le mani giunte. A sinistra poi un angelo dalle ali azzurre e gialle sembra guidarle. Oltre le figure, verso lo sfondo si sviluppa un paesaggio tahitiano lussureggiante. Si vedono alberi fioriti e cespugli e pare un paradiso tropicale. A destra infine si intravedono alcune capanne tra le palme alte mentre in alto le montagne nascondono la vista del cielo.

Una domenica pomeriggio alla Grande Jatte (George Seurat)
Autore: George Seurat
Data di realizzazione: 1883-1885
Dimensioni: 207,8×308 cm Dove si trova: The Art Institute, Chicago

Domenica alla Grande-Jatte” è un capolavoro del puntinismo di Seurat. Il primo dettaglio che si nota è un’ ombra densa e che avvolge gran parte della scena. Ci sono molte persone che si stanno rilassando: c’è chi si ripara dal sole con un ombrello, chi sta sdraiato sotto gli alberi da solo o in compagnia di altre persone. Si tratta proprio di una delle tante immagini della domenica caratterizzata dal relax e dalla tranquillità. Proprio come accade oggi, anche a quei tempi si lavorava durante la settimana e la domenica era il giorno di riposo. Per questo Seurat ha deciso di rappresentare la domenica e non un altro giorno della settimana. La domenica era il giorno perfetto per scappare dal caos e dal caldo della città per rifugiarsi in questa piccola oasi naturale chiamata Grand Jatte, poco distante dal centro parigino. Ciascuno dei personaggi ritratti da Seurat è unico ed indipendente. A destra, in primissimo piano c’è una donna vestita in modo elegante ed in una mano ha un parasole, mentre va a braccetto con un altro uomo vestito per bene che la sta accompagnando. La donna porta al guinzaglio una scimmia e ciò indica che manca poco agli inizi del ‘900: siamo negli anni della Terza Repubblica e la Francia, sul piano commerciale, sta facendo passi da gigante.
La piccola bambina vestita di bianco al centro del quadro ha un ruolo molto importante. Per prima cosa, è l’unico personaggio in tutta la scena che guarda dritto verso di noi. Poi è uno dei pochi personaggi che è interamente investita dalla luce del sole; l’ombra non la tocca proprio. La bambina indica che quest’opera non è solo un ritratto domenicale, ma è un lavoro in cui l’artista condanna e mostra il marcio che c’è nella classe nobiliare di fine ‘800. Vedendola in questo modo, quell’ombra che rinfresca la domenica pomeriggio si trasforma improvvisamente in una sorta di personificazione della condanna che avvolge e tocca tutti coloro che hanno peccato. Eccetto la bambina vestita di bianco (il colore della purezza). Solo e soltanto i bambini sono attivi e corrono sul prato; tutti gli adulti sembrano dei manichini (complice anche il fatto che non abbiano una faccia). Alcuni storici hanno interpretato questo dettaglio come una sorta di critica al fissismo della società francese da parte di Seurat. Una società vecchia, che non lascia spazio alle novità.

Natura morta con mele e arance (Paul Cézanne)
Autore: Paul Cézanne
Data di realizzazione: 1899 Dimensioni: 74 X 93 cm Luogo: Musée d’Orsay, Parigi

Nel dipinto “Natura morta con mele e arance” di Paul Cézanne vengono rappresentate mele e arance sparse su un telo, altre, poi, sono riunite su di un piatto e all’interno di un’alzata di porcellana. Sulla destra, invece, si trova una brocca decorata molto semplicemente. Paul Cézanne era solito dipingere più volte lo stesso soggetto fino a raggiungere la perfezione desiderata. Di conseguenza nelle nature morte come questa le forme sono più solide e compatte di quelle dei suoi primi lavori. Nel dipinto trasforma gli oggetti in forme essenziali. Le forme semplici che descrivono gli oggetti sono modellate utilizzando continue variazioni dei diversi colori. La frutta è colorata così con variazioni di tono che vanno dal giallo al rosso. Il colore medio risultante poi è l’arancione che forma un contrasto complementare con il telo che copre il piano dai disegni violetti. Nel dipinto non vengono applicate le regole della prospettiva lineare. Lo spazio viene costruito invece attraverso la sovrapposizione di volumi molto semplici. Il piano infatti non è identificabile perché coperto dai teli. L’inquadratura, poi, lascia fuori alcune parti dei teli, riservando al centro la frutta dipinta. Quasi perfettamente al centro delle diagonali si trova la mela isolata, dipinta sulla destra del piatto.