Opere del Fauvismo

La danza (André Derain)
Autore: André Derain
Data di produzione: 1906 Dimensioni: 175 x 225 cm Dove si trova: Collezione privata

Nel dipinto “La danza” di André Derain le protagoniste della composizione sono delle donne esotiche, alcune riconducibili a delle divinità ed altre invece non sono perfettamente identificabili. Queste donne sono collegate tra loro grazie ad un movimento, o meglio una danza, che è il tema portante del quadro. A circondarle troviamo un ambiente lussureggiante e naturale, mentre alcuni animali seguono le donne nei loro movimenti. Gli animali presenti nel quadro sono: un serpente sulla sinistra della tela, che potrebbe simboleggiare la tentazione ed il peccato, proprio come nel mondo cristiano, poi un pappagallo molto colorato sulla sinistra della tela ed anche un piccolo rospo in basso a sinistra, completamente mimetizzato nell’erba alta, e da cui emergono principalmente i suoi occhi gialli. “La danza” si avvicina soprattutto alle tradizionali atmosfere africane: i colori, le vesti, le maschere e gli ambienti rappresentati sono quelli tipici di quel luogo e che si richiamano perfettamente allo stile pittorico Derain: ambientazioni surreali, colori accesi e semplificazione delle forme.

La regata a Cowes (Raoul Dufy)
Autore: Raoul Dufy
Data di realizzazione: 1934 Dimensioni: 130.5 x 162.3 cm Luogo: National Gallery, Washington


L’autore ha avuto la sensazione che la mente registri  il colore ancor prima dei contorni. Per questo nella sua pittura ha deciso di dissociare il colore dal disegno. Nel quadro “La regata a Cowes” di Raoul Dufy il blu luminoso e sfolgorante del mare satura tutta la tela quasi fosse una grande pozza colorata. Su questo sfondo di un azzurro intenso, ha tratteggiato sinteticamente le onde, le vele o gli stendardi variopinti delle barche. Le abbreviazioni dei contorni bastano da sole a definire l’essenza delle cose e a rappresentare la scena. Il dipinto suscita sensazioni di gioia e di allegria. Della regata rimane il ricordo dell’azzurra immensità del mare, del vento che increspa le onde, delle vele spiegate e delle tinte squillanti delle barche impavesate a festa. Resta la memoria di un momento di emozione, che, sia pure per poco, ha fatto dimenticare le brutture della vita.
Il mare, le vacanze, i concerti, le corse ippiche sono i soggetti favoriti di Dufy. Gli piace l’atmosfera allegra, l’energia e il movimento della folla che si diverte: gli piacciono i momenti, in cui la vita appare come una festa. Una festa, però, che non ha nulla di superficiale e di mondano. Per lui il piacere è una cosa seria: quello che vuole trasmettere nelle sue opere è la felicità pura dell’istante.

Gli alberi rossi (Maurice de Vlaminck)
Autore: Maurice de Vlaminck Data di realizzazione: 1905 Dimensioni: 65 x 81cm
Luogo: Musée National d’Art Modern, Centre Pompidou, Parigi

Nel dipinto “Gli alberi rossi” di Maurice de Vlaminck, lungo il bordo inferiore del dipinto, si coglie la superficie di una strada o di un canale. Sul bordo sottile si erge una fila di alberi alti dei quali si vede solo il tronco. Dietro di essi, poi, altra natura, alberi e cespugli. Infine, in centro si intravede, dietro ai tronchi, un piccolo nucleo di abitazioni e, poi, il cielo. L’ammirazione che Vlaminck nutriva verso le opere di Vincent van Gogh condizionò la sua scelta cromatica. Le forme vengono sottolineate da una spessa linea di contorno che permette di metterle in evidenza. Infatti, l’uso arbitrario del colore, l’assenza di prospettiva geometrica e chiaroscuro rende, talvolta, difficile la lettura di un’opera Fauves. È, soprattutto, nel paesaggio che le forme si confondono per via della mancanza di una forte caratterizzazione delle figure. Gli alberi, tronchi e chiome, le abitazioni e il cielo vengono definiti attraverso l’accostamento di campiture, più o meno uniformi, e in contrasto di luminosità, temperatura e complementarità. I colori che descrivono il paesaggio sono accesi e puri. La natura, le chiome degli alberi e i cespugli, rimane fedelmente verde, con variazioni su chiari tendenti al giallo e scuri, confinanti con il blu. Se si adotta la chiave di lettura di un uso cromatico più fedele alla realtà, la struttura in primo piano è, probabilmente, un corso d’acqua. La superficie, riflettente, è rappresentata da un contrasto di complementari, con blu e rosso arancio, che permette di creare i riflessi luminosi. Le zone centrali, più in profondità, sono colorate in verde scuro declinato con diverse gradazioni di blu. I tronchi spiccano e si accendono con l’arancione mentre il giallo chiaro torna ad illuminare il centro abitato sullo sfondo. Il cielo si distacca dal resto del paesaggio attraverso toni di rosa, in basso, e di azzurro, in alto. La descrizione dello spazio è delegata alla sovrapposizione delle forme e alla prospettiva di grandezza. Maurice de Vlaminck non utilizzò una particolare deformazione delle figure, quindi, è ben visibile la progressiva diminuzione delle dimensioni in profondità. Sono paragonabili le grandezze dei tronchi, delle chiome e degli edifici con i tronchi in primo piano. I contrasti tra i colori, il dialogo tra toni chiari e toni scuri, permette, quindi, di identificare i diversi piani, in progressione, verso lo sfondo. La composizione si sviluppa in orizzontale. I tronchi si appoggiano alla linea obliqua in basso e, dietro di essi, si sviluppa la griglia ortogonale delle linee architettoniche.

La danza (Henri Matisse)
Autore: Henri Matisse
Data di realizzazione: 1910 Dimensioni: 260 x 391 cm
Dove si trova: L’Hermitage, San Pietroburgo

Nel quadro “La danza” di Henri Matisse si osservano cinque figure danzanti, la pelle dei soggetti non è più chiara, ma è stata colorata utilizzando una forte tonalità rossa. In contrasto al forte rosso, si scorgono anche altri due colori: il verde scuro del paesaggio ed il blu del cielo. L’utilizzo di queste forti tonalità lo accomuna agli altri artisti appartenenti alla corrente artistica del Fauvismo. L’accurata selezione di colori ed il ritmo trasmesso dai movimenti dei protagonisti, trasmettono una forte libertà e sembrano quasi suggerire un approccio edonistico alla vita, volto a vivere il momento con spensieratezza.